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giovedì 8 agosto 2013

Onigiri, perchè mi manca il Giappone.


Per farmi perdonare la latitanza vi lascio le foto dei miei onigiri, sublimi polpette di riso di cui io e mio marito ci siamo innamorati l'anno scorso durante il nostro viaggio in Giappone.
Se volete la ricetta la trovate sul numero di Luglio di Taste e More Magazine .




giovedì 16 maggio 2013

Taieddhra Campidanese


Ho scoperto di amare molto la taieddhra perchè è leggera, versatile e prepararla è poco impegnativo. 
E ovviamente è buonissima :)
La mia ricetta è una semplice "traduzione" di quella di Cristian: ho scelto di utilizzare prodotti Sardi (riso, zafferano, pecorino, vongole) e di sfruttare gli accostamenti tipici della cucina Campidanese.
Preparare e cucinare il piatto è stato di per sè semplice e veloce, l'assaggio tutt'altro. 
Intenso e interessante: avevo previsto l'effetto sulle mie papille ma non l'impatto emozionale.
Questa è la mia taieddhra, dentro ci sono i sapori di casa mia e quindi ricordi, suggestioni, sentimenti.
Grazie Cristian per aver condiviso la tua preziosa ricetta.
Ora vi dò la ricetta, prima che i violini comincino a suonare :P


Per due persone:
700 gr di vongole
150 gr di riso "Roma"
1 cucc.no di stimmi di zafferano
1cucchiaio raso di pecorino stagionato grattugiato
1 cucchiaio raso di bottarga grattugiata
4 patate medie a pasta gialla
Lavate e tagliate le patate a fette sottili senza sbucciarle. Mettetele in una terrina e copritele d'acqua fredda perchè non anneriscano.
Fate aprire le vongole: adagiatele in una padella capiente, coprite con il coperchio e cuocete a fuoco basso per un paio di minuti, finchè le vongole cominceranno ad aprirsi. Spegnete il gas, scolate le conchiglie e lasciatele intiepidire.
Filtrate il liquido di cottura con una garza fine e unite gli stimmi di zafferano. 
Estraete tutti i molluschi dalle valve e metteteli da parte.
Scolate le fettine di patata, conditele con qualche cucchiaio d'olio e fate un primo strato su una teglia d'alluminio; adagiateci sopra il riso sciacquato e scolato, le vongole, il pecorino, la bottarga e di nuovo le patate. 
Versate il liquido di cottura delle vongole sulla taieddhra e aggiungete acqua fredda non salata fino a coprire le verdure a filo.
Infornate a 160° per circa mezz'ora  o fino a quando il liquido si sarà completamente assorbito.




lunedì 13 maggio 2013

Taieddhra al limone


Anche questo mese una bella sorpresa, una ricetta che avrei voluto provare da tempo e che finalmente ho l'occasione di testare, grazie a Cristian
Ho preparato una bella teglia grande e l'ho portata a cena dai suoceri: un grande successo!
Quindi il giorno successivo ho replicato apportando un'unica minuscola variazione, l'aggiunta di scorza di limone. La mia taieddhra non è affatto originale ma devo ammetere che è perfetta così com'è.
La ricetta per due:
150 g di riso Roma
una patata piccola
700 gr di cozze
una piccola cipolla
300 g di zucchine
1 pomodoro medio, molto maturo
1 cucchiaio di pecorino
olio evo
la scorza grattugiata di mezzo limone
Innanzitutto pulite e aprite le cozze, raccogliendo la loro acqua in una ciotola. Staccate i molluschi dalle valve e metteteli da parte.
Tagliate le verdure a fette molto sottili con la mandolina e i pomodori a cubetti. Condite tutto con un giro d'olio.
Ungete il fondo di una teglia d'alluminio e sistematevi un primo strato di verdure (non i pomodori); sopra sistemate il riso sciacquato, e ancora fate un'altro strato con le cozze, i pomodori e la scorza di limone. Ricoprite tutto con le verdure rimaste, irrorate con l'acqua delle cozze e aggiungete ancora acqua (non salata) fino a coprire a filo le verdure. Spolverate con il formaggio grattugiato e mettete in forno a 160° per 30 minuti.
Servite tiepido.



lunedì 19 novembre 2012

Arancine nere con ragù di seppie

Le arancine più applaudite della cena :)
Sarà che il nero sta bene su tutto (e sfina) ma queste sono effettivamente le arancine che mi hanno dato più soddisfazione.
Intanto perchè sono buonissime, poi perchè nonostante le mie variazioni mi pare che questa versione mantenga uno stretto contatto con la ricetta originale e con gli ingredienti della cucina siciliana.
C'è il ragù, il riso ha il profumo del mare, si sente una nota piccante...se non è Sicilia questa!
Anche stavolta ho seguito il procedimento spiegato da Roberta, sia per la preparazione del riso che per la lega e per dar forma alle arancine.


Per il riso
1 kg di riso originario
2,5 l circa di brodo vegetale
una cipolla medio-piccola
olio evo
sale
Per la lega
800-900 ml d'acqua
la metà di farina
una manciata di sale
Per il ragù
4 belle seppie fresche
un dito di vino bianco
1 spicchio d'aglio tritato
un peperoncino tritato
un cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
2 cucchiai di sugo di pomodoro semplice 



Pulite le seppie. (Se ce l'hanno, togliete la sacchetta dell'inchiostro con delicatezza, servirà a colorare il riso. A me son bastate due sacchette, le altre due le ho congelate per il prossimo risotto!).
Tritatele finemente con il coltello e mettetele da parte. Soffriggete appena l'aglio, il prezzemolo e il peperoncino a fuoco basso.
Unite le seppie e lasciate che insaporiscano per qualche minuto, finchè non perdono la trasparenza e diventano bianche, poi sfumate con il vino e alzate la fiamma.
Appena il vino sarà evaporato unite il pomodoro e se serve fate restringere. Fate raffreddare il ragù.
Dopo aver soffritto la cipolla e tostato il riso l'ho diviso in 3 pentole: nella prima ho aggiunto lo zafferano (per la ricetta pubblicata ieri), alla seconda non ho aggiunto nulla per avere il riso bianco, nella terza ho sciolto il nero di seppia. Per quest'ultimo ho terminato la cottura al dente, ho immerso la terrina del riso in acqua fredda e l'ho mantecato con un cucchiaino di burro e uno di pecorino. Ho farcito le arancine con il mio ragù di seppie, le ho immerse nella lega e poi le ho impanate nel panko per un fritto croccantissimo.


Dimando pirdonanza per le foto ma queste arancine vanno servite bollenti.

domenica 18 novembre 2012

Arancine con i vruoccoli arriminati e una dichiarazione d'amore

Festeggio il mio ritorno alla cucina e al blog dopo lunghi giorni di panini al tonno (in scatola) e pesto (di mia suocera) con una ricetta di stret food così bella che mi commuove: le arancine di riso.
Per una da sempre innamorata di Camilleri avere una ricetta doc per queste bombe calde, fritte e pure ripiene è un regalo inquantificabile.
Mia madre ha sempre fatto dei supplì di riso stupendi, ma anche lei da tempo voleva spingersi oltre e provare le arancine.
E gnente, ci siamo date questa botta di vita :P
Abbiamo preparato le arancine con ragù e piselli (the best ever. Roberta non ti ringrazierò mai abbastanza di aver condiviso la tua ricetta e Ale e Dani, senza il vostro lavoro e la passione che ci mettete tutto questo non sarebbe stato possibile. Siete strafighe che neppure ve ne rendete conto) che davvero non hanno bisogno di presentazioni, e poi ho studiato le mie variazioni.
Sono rimasta in Sicilia e ho scelto come ripieno per il riso quello che in genere è un condimento per la pasta: i vruoccoli arriminati, anch'essi scoperti grazie a Montalbano, provati e amati immediatamente.


Per il riso (ricetta di  Roberta)
1 kg di riso originario
2,5 l circa di brodo vegetale
pochi stimmi di zafferano
50 g di burro
50 g di parmigiano grattugiato
una cipolla piccola
olio evo
sale
Per il ripieno
1/2 cavolfiore
1 spicchio di cipolla
una manciata di uvetta passa
2 acciughe sott'olio
una manciata di pinoli
Per la lega
800-900 ml d'acqua
la metà di farina
una manciata di sale


La sera prima di fare le arancine ho preparato il riso e il ripieno: una volta pronto il brodo vi ho unito lo zafferano, ho tritato la cipolla, l'ho messa a soffriggere con l'olio nella pentola più grande che ho :P e ho aggiunto il riso.
L'ho fatto tostare un pò e poi ho aggiunto gran parte del brodo subito e il resto un mestolo alla volta, tenendo il riso al dente.
A questo punto ho trasferito il riso in una zuppiera e ho riempito il lavandino con 4 dita d'acqua fredda, poi vi ho immerso la zuppiera (una sorta di bagnomaria freddo) e ho unito al riso il burro e il parmigiano, mescolando per raffreddarlo velocemente.
Una volta freddo ho coperto e messo in frigo per tutta la notte.
Per i vruoccoli arriminati: tagliate in piccole cimette il cavolfiore (teoricamente ci vorrebbe il cavolfiore verde mi pare di capire; io ne ho usato uno regolamentare bianco!) e lavatelo. In una padella soffriggete la cipolla, unite il cavolo e le acciughe, un pò d'acqua e fate cuocere, quando il cavolo sarà tenero spegnete il gas e aggiungete le uvette ammollate e i pinoli e salate. La ricetta originale prevede anche lo zafferano, ma io l'ho messo nel riso, e della passata di pomodoro, che al solito ho scordato. 
Insomma sono dei vruoccoli un pò eretici...
Il giorno seguente ho dato forma alle arancine come da suggerimento di Roberta, e cioè prima ho fatto tutte le palle di riso, poi le ho bucate, infine le ho farcite e richiuse.
Le ho lasciate riposare mezz'ora in frigo e ho preparato la lega mescolando acqua e farina con un pizzico di sale. Ho immerso tutte le arancine un pò alla volta e le ho adagiate sul pangrattato, poi le ho impanate una ad una e fritte in olio ben caldo.

Ci vediamo domani con le altre arancine :)


giovedì 19 luglio 2012

Risotto milanese gelato con fruit leather


Anche questo è un gelato già provato & approvato dall'associazione consumatori di casa mia, mesi fa.
Allora la ricetta era lievemente diversa, stavolta l'ho voluta adattare alle regole MTC ed è venuto ancora più buono.
E' la merenda perfetta per i maniaci del risolatte (come me) che guardano con nostalgia alle fredde serate trascorse a non fare un tubo con la scodellina calda in mano... d'ora in poi, anche sopra i 30° tutti a non fare un tubo con il risolatte gelato ;)


La ricetta:
Si parte come al solito dalla base di crema inglese della Mapi; io ne ho usata metà per questo gelato (e l'altra metà per un'altro che pubblicherò a breve!).
50 gr di riso (quello che usate per i risotti)
125 ml di panna fresca
un pizzico di sale
zafferano
Lessate il riso; quando sarà tiepido unitelo alla crema,  aggiungete lo zafferano (q.b. secondo il vostro gusto) e la panna e mettete tutto nella gelatiera.


Per il fruit leather ai mirtilli e lamponi:
Frullate una scodellina di mirtilli e lamponi con un goccio di limone e un cucchiaino di zucchero a velo, setacciate e stendete sottile il composto su un foglio di carta oleata o carta da forno facendo attenzione a non lasciare spazi vuoti.
Mettete al sole o nell'essiccatore per un paio d'ore, poi staccate delicatamente il "foglio" di frutta dalla carta.
Fruit leather al melone:
qualche cubetto di melone bianco, semi di sesamo nero.



venerdì 20 aprile 2012

I ♥ Tadig

Ah, il cibo medio-orientale...delizia a me sconosciuta fino all'approdo nella cucina di Shoreh, una signora che abita in Italia ma ritorna alle sue origini persiane ogni giorno, in cucina.
Il suo è un blog pieno di ricette interessanti e appetitose, spiegate con un entusiasmo contagioso.
Un piatto mi ha colpita più degli altri ed è il riso basmati al vapore con crosta allo zafferano. Una preparazione semplice e affascinante...tre ingredienti, un pò di pazienza e la magia è fatta: un profumino delizioso che riempie la cucina e un piccolo capolavoro color del sole sul piatto.
Tadig è la deliziosa crosta croccante che si forma grazie alla particolare cottura del riso, assolutamente irresistibile!

300 gr di riso basmati di buona qualità (Shoreh dice che quello della Coop va bene)
150 gr di burro
2 bustine di zafferano
1 bicchiere d'acqua
Sciacquate il riso per 4 volte in modo da eliminare l'amido in eccesso. Mettetelo a bagno in acqua fredda  con un cucchiaio colmo di sale grosso e lasciatelo così per circa 4 ore.
Fate bollire in una pentola abbondante acqua non salata. Scolate il riso dalla sua salamoia, tuffatelo nell'acqua già in ebollizione e cuocetelo al dente.
Mentre il riso cuoce, scaldate in una pentola antiaderente un bicchiere d'acqua, il burro e lo zafferano. Mettete da parte circa la metà di questo liquido.
Sistemate il riso scolato nella pentola col fondo di zafferano. Col manico di un mestolo fate dei "buchi" nel riso in modo che il vapore che sale dal fondo della pentola cuocia tutto uniformemente.
Coprite la pentola e alzate il gas al massimo per 5 minuti. Questi 5 minuti sono fondamentali perchè è in questo momento che si forma la crosta tadig.
Trascorsi 5 minuti sollevate il coperchio, versate il restante liquido allo zafferano sul riso e richiudete. 
Abbassate il gas al minimo e sistemate uno strofinaccio intorno al coperchio in modo che il vapore non esca all'esterno. Fate cuocere così per circa 30/40 min.
Lasciate riposare il riso a fuoco spento per 5 min. prima di rovesciarlo su un piatto.
Tradizionalmente il basmati preparato in questo modo accompagna stufati e spezzatini di manzo, montone, pollo o kabab. Io ho preferito servirlo con puntarelle e cicoria saltate in padella.



mercoledì 11 gennaio 2012

Thai green curry

Ricetta al volo, ve l'avevo promessa per oggi :)
Una volta ottenuta la curry paste, cucinare il thai green curry è facile e veloce.
L'ho provato sotto consiglio di mia sorella, sulla fiducia, perchè io non amo molto i curry (ma finora ho assaggiato solo quelli indiani) nè il cocco.
Invece è piaciuto tanto a tutti; il profumo, il colore prima ancora che il sapore, sono irresistibili.

3 cucchiai di thai curry paste
1 cucchiaio d'olio d'arachidi
1 cucchiaio di zucchero scuro
1 bastoncino di thai lemon grass (optional)
700 gr di pollo a cubetti (io ho preferito usare 4 cosciotte intere)
8 foglie di kaffir lime tritate
400 ml di latte di cocco
4 cucchiai di thai fish sauce o salsa di soia
2 cucchiai di coriandolo tritato
il succo di mezzo lime



Mettete in una pentola l'olio d'arachidi, la thai curry paste, lo zucchero e la lemongrass tritata fine. Fate soffriggere per un minuto e aggiungete il pollo a cubetti. Rosolate bene su tutti i lati mescolando spesso, poi aggiungete il kaffir lime, la salsa di soia e il latte di cocco. Abbassate la fiamma e cuocete coperto per circa 25 min, o fino a quando il pollo sarà cotto. Fuori dal fuoco aggiungete il succo di lime e il coriandolo e assaggiate: se la preparazione dovesse sembrarvi insipida potete aggiungere altra salsa di soia, perchè questo piatto non prevede l'uso del sale.
Io l'ho accompagnato con qualche cucchiaiata di riso basmati lessato e condito con una scorzetta di lime e un ricciolo di burro di cocco (sui nostri schermi a breve).

martedì 20 dicembre 2011

Risolatte al matcha, cioccolato bianco e fave di cacao

...Continua la saga del risolatte!
Stavolta non per colazione ma come dessert servito in mini porzioni, è stato molto apprezzato anche da un'assaggiatrice un pò snob ;)
Per 8 mini dessert:
120 gr di riso
1lt di latte
100 gr di zucchero in polvere (io 60gr)
20 gr di matcha
100 gr di cioccolato bianco
50 gr di panna
8 fave di cacao (la ricetta originale prevedeva  i lamponi)


Sciacquate il riso, scolatelo e poi tuffatelo in una pentola di acqua bollente per 3 min. Scolatelo e tenetelo da parte.
In un pentolino dal fondo spesso mescolate lo zucchero a velo con il latte e poi unite il riso e cuocete a fuoco basso mescolando in continuazione.
Dopo una decina di minuti prelevate dal pentolino qualche cucchiaiata di latte e incorporatevi il matcha, cercando di sciogliere i grumi. Versate di nuovo nel pentolino e mescolate bene con il resto del riso. Quando il riso sarà quasi cotto fondete a bagnomaria il cioccolato ridotto a scaglie con la panna e incorporatelo velocemente al riso ormai cotto. Guarnite con le fave di cacao e servite subito.
La ricetta è di Sophie Monti da "Riz au lait".

domenica 18 dicembre 2011

Riz au lait pomme-cannelle

Questa ricetta è tratta da un libricino meraviglioso, regalo di Natale (anticipato) del consorte.
Si chiama "Riz au lait" è di Sophie  Monti e ve lo consiglio, per gli spunti interessanti e per le foto meravigliose.
Dunque dicevo, sfoglia e risfoglia si fa domenica mattina, e dopo settimane di pancakes stamane ho scelto di preparare un delicato risveglio per mio marito a base di risolatte (se l'è cercata).
Per due colazioni dolci e profumate:
50 gr di riso
2 cucc.ni rasi di cassonade (o zucchero integrale di canna)
una grattata di vaniglia
circa 300 ml di latte
Per il topping:
1 mela
1 cucc.no di zucchero
cannella in polvere
succo di limone



Sciacquate il riso in acqua fredda, scolatelo e poi buttatelo in una pentola di acqua in ebollizione per 3 min. Scolatelo di nuovo e mettelo da parte.
In un pentolino versate lo zucchero e i semini di vaniglia e il latte. Mescolate e infine aggiungete il riso. Cuocete a fuoco dolce mescolando spesso, fino a che il latte si sarà assorbito e il riso sarà morbido e cremoso.
Nel frattempo pelate una mela, tritatela in piccoli pezzi e cuocetela in padella con lo zucchero, il succo di limone, la cannella e poca acqua.
Sistemate il risolatte in una tazza carina e portatevelo sotto le coperte :)

lunedì 12 dicembre 2011

Bento box

Trascorro ore a contemplare le meravigliose composizioni dei bento box su google, pura arte, cibo da meditazione!
Non si può dire lo stesso per il mio pranzo di oggi, enorme sforzo e minimo risultato, ma non potevo resistere al richiamo del bento contest di Cooking Gallery, Bentolicius e Just One Cookbook!
Ho deciso di non variare il pasto che avevo scelto di consumare con la mia collega, ho solo usato un pò di fantasia per disporre diversamente il cibo.

 
Lo sfondo è costituito da 100 gr di riso al gelsomino, lessato; l'albero è un broccolo a vapore con chicchi di melagrana. Per la gallinella ho usato 60 gr di mozzarella di bufala, un seme di sesamo nero per l'occhio, carota per il becco e un pezzo di alga kombu scottata in padella per l'ala. Le foglie di sedano simulano l'erba. Il sole è mezzo arancio vaniglia.
Ciò che non si vede in foto è un cucchiaino di salsa di anacardi del Mercato Equo e Solidale con cui ho condito il broccolo e che ci sta a meraviglia!

What's in:
100 gr boiled jasmine rice for the background;
steamed broccoli with pomegranate for the tree;
60 gr buffalo mozzarella to make the chick, black sesame for its eye and a piece of kombu seaweed for the wing. Carrot for the beak;
celery is the grass;
and the sun is made with half of a little sweet orange (named "vanilla quality").

venerdì 11 novembre 2011

Ochazuke!

D'estate è il gazpacho, d'inverno l'ochazuke: le mie cene preferite in assoluto.
Il mio primo ochazuke l'ho assaggiato a Parigi, due anni fa, in una sala da tè giapponese di cui mi sono innamorata, Chajin.
Faceva un freddo bestiale, avevamo fame e avremmo camminato ancora per ore dopo il pranzo; la gentile signora americana che gestisce il negozio ci ha consigliato una tazza di ochazuke. Dopo, l'ho eletto a mio piatto preferito e non l'ho più lasciato.
Nella versione base questa zuppa si compone solo di riso lessato o a vapore su cui si versa del tè verde bollente, ed è un ottimo modo per riutilizzare il riso lesso avanzato (anche se mia madre con il riso avanzato ci fa le frittelle dolci! Punti di vista...). Poi ovviamente la zuppa si arricchisce a seconda dei gusti (e della fame) con tonno/salmone al naturale, alghe e furikake e quant'altro. Mio marito ama riempire la sua scodella di riso con un uovo cotto nella salsa di soia a 65° (assaggiato anch'esso da Chajin), fiocchi di nori, un pizzico di wasabi in polvere e piccoli arare, i crackers di riso.
Io preferisco aggiungere al mio riso solo un pizzico di furikake all'ume e mezzo cucchiaino di purè di umeboshi, che è la mia passione! In vendita ci sono anche le bustine con i condimenti pronti, a cui aggiungere solo riso e acqua calda, e a me il risultato è piaciuto parecchio. Comunque, a voi la scelta.
Per una persona vi serve una tazza di riso lessato con poco sale, una tazza di tè verde bollente (io preferisco genmaicha), mezzo cucchiaino di purè di umeboshi e un pizzico di furikake (oppure fiocchi di alghe, salmone al naturale e crackers di riso sbriciolati).
Mettete il riso con i condimenti che avete scelto in una ciotola e versatevi sopra una tazza di tè verde bollente. Semplice :) e sorprendentemente buono, leggero, confortante.