venerdì 30 settembre 2011

mercoledì 28 settembre 2011

Pranzo in ufficio per la mia cugina preferita


La ricetta della crema di zucchine l'ho presa -indovinate un pò- da Soupes du jour di Anne-Catherine Bley., pag. 48
Le dosi sono per 6 persone (ma a me pare un pò striminzita come porzione...ecco il segreto della magrezza delle francesi).
Unite un kg di zucchine a cubetti a un soffritto di 3 cipolle. Quando saranno pronte aggiungete una bella presa di cumino, 4 cucchiai di erbe aromatiche (io ho usato salvia, timo e prezzemolo) e 2 cucchiai di panna (io panna di soia). Salate, pepate, frullate e mangiate :D
Per accompagnare la crema ho preparato dei mini beignets (sia mai restare leggeri eh) con la ricetta di Bertinet, perlomeno così ho scritto stamattina nel post-it promemoria, ma ora cercando su google non trovo corrispondenza...se qualcuno ha già visto questa ricetta o sa qualcosa di una fantomatica pasta choux di Bertinet e volesse illuminarmi gliene sarei grata...
Servono:
100 ml d'acqua
50 gr di burro
1 uovo
70 gr di farina
un pizzico di sale
Mettete sul fuoco una pentola con l'acqua, il burro e il sale. Non appena l'acqua bolle abbassate il fuoco al minimo, unite la farina e mescolate finchè l'impasto forma una palla. Quando si sarà raffreddato unite l'uovo intero e incorporatelo con una frusta elettrica.
Mettete l'impasto nella sac à poche e formate i beignets su una teglia ricoperta di carta da forno. Per i mini beignets  bastano 10 min di cottura in forno già caldo a 200°.


Per il giudizio aspettiamo il pranzo di domani e vediamo cosa ne dice la mia cugina e comare preferita!

martedì 27 settembre 2011

Chou-fleur au bleu

Alla fine di una giornataccia come quella di oggi, una coccola così è ciò che ci vuole per scaldarsi l'anima :) 
Per la cronaca l'ho mangiata pure ieri, ma avevo troppa fame per fare le foto! E comunque la rifarò a breve, anzitutto perchè mio padre ha piantato un campo di cavolfiori, e poi perchè è veramente ottima, sostanziosa, saporita.


La ricetta dal solito libro ;) Soupes du jour di Anne-Catherine Bley, pag. 28
per 4 persone  
500 gr di cavolfiore
1 cipolla
50 cl di latte (io 100 cl di latte di soia)
50 cl d'acqua (io 100)
200 gr bleu d'Auvergne, io ho usato un bleu qualsiasi ;)
2 cucchiai d'olio
sale e pepe

Soffriggete la cipolla e unite il cavolfiore, l'acqua e il latte. A cottura ultimata e a fuoco spento unire il gorgonzola e passare nel frullatore. Salare e pepare.
Più semplice di così!
Io ho raddoppiato la dose di acqua e latte ma penso ce ne voglia ancora di più.
N.d.R. non usate un vecchio frullatore per la crema di cavolfiore perchè se la soupe non è setosa le foto fanno schifo :P


lunedì 26 settembre 2011

Beignets scomposti

Oggi è lunedì, mio marito è libero dal lavoro e ci siamo messi insieme a preparare un dolce per il nostro dopo cena...e per quello di molti amici e colleghi, visto che abbiamo -come sempre- esagerato con le dosi!



Così abbiamo (nel senso che lo ha fatto Lui) preparato una pasta choux al cacao, stesa sulla carta da forno con la sac à poche e appiattita con un cucchiaino per formare un dischetto; la crema pasticcera al matcha anzichè nasconderla dentro al beignet l'abbiamo messa a specchio sul piatto.
La nostra (...) ricetta della pasta choux:
Far fondere a fuoco basso 300 gr di burro già morbido con 300 gr d'acqua e 6 gr di sale. Aggiungere tutta in una volta 250 gr di farina e amalgamare al burro. Fuori dal fuoco unire 25 gr di cacao e, quando il composto sarà tiepido, 6 uova intere, una per volta, incorporandole all'impasto con una frusta. Fate riposare 15 min, poi procedete a formare i beignets con la sac à poche. Mettete in forno a 200° per circa 20 min.
La mia crema al matcha :P
1/2 litro di latte di soia, 200 ml panna di soia, 80 gr. di farina, 100 gr di cassonade (in mancanza zucchero di canna), 3 rossi d'uovo e via tutto nel bimby a 80° per 10 min. Durante l'ultimo min. ho aggiunto 2 cucchiai di matcha setacciato.
Servite freddo e con amore :)

domenica 25 settembre 2011

Pane frattau senza uovo

Un piatto tipico Sardo, velocissimo ed equilibrato. La versione originale prevede l'aggiunta di un uovo in camicia on top ma mi andava qualcosa di più leggero per cena.



Molto semplicemente si tratta di pane carasau (non chiamatelo carta da musica, per carità!) che viene immerso per un istante in acqua salata bollente e poi coperto di salsa di pomodoro semplice (io ho riciclato la vellutata del post precedente) e pecorino grattugiato. Si fanno più strati, a seconda dell'appetito :D e si termina con lo strato di sugo e pecorino, su cui tradizionalmente si adagia un uovo in camicia.
Ecco la versione Sarda della pappa al pomodoro!

Velouté de tomates

Bocciata.
Almeno, come zuppa. Ero molto curiosa di provare la velouté de tomates perchè non riuscivo a capire come da quegli ingredienti che uso generalmente per preparare la salsa di pomodoro potesse venir fuori una cosa da mangiare a cucchiaiate. E infatti non funziona! Ho ottenuto una variante aromatica di un sugo semplice, che ho poi riciclato -in parte- in dipping sauce per un pinzimonio.
Il resto, a cui non avevo aggiunto la panna, è finito quasi tutto in freezer (rimando il problema!), ma un pò è di nuovo sul fuoco a raffinare e mi servirà per preparare una cosa per cena che non vedo l'ora di mangiare/postare :)



Mio marito dice che forse è un  sapore troppo francese per noi, se qualcuno la rifà o l'ha già provata mi faccia sapere cosa ne pensa.
Fate soffriggere una cipolla e due spicchi d'aglio tritati fini in un cucchiaio d'olio, poi aggiungete 1 kg di pomodori (freschi o pelati) tagliati a pezzetti e privati della pelle, due cucchiai di concentrato di pomodoro (che io ho omesso) , un rametto di timo e una foglia di alloro legati insieme.
Salare e unire un pizzico di zucchero. Aggiungere 25 cl d'acqua (io il doppio), portare a ebollizione e poi far andare a fuoco dolce per 15/20 minuti. Fuori dal fuoco aggiungere 10 cl di panna (ho provato in una scodellina per vedere se l'accostamento mi piaceva ma non mi ha convinto per niente, quindi non l'ho aggiunta).
Ricetta da Soupes du jour di Anne-Catherine Bley, pag. 8

sabato 24 settembre 2011

Variante 1: coriandre fraîche


 
Come avevo preannunciato, rieccomi con la crème de carottes.
La ricetta è la stessa del post precedente, io ho fatto sempre metà dose (domani è un'altro giorno, e un'altra zuppa!) ma stavolta ho messo 1 lt d'acqua, e la zuppa è venuta  un pò meno densa, più simile a a quella nella foto del libro; ho aggiunto il coriandolo fresco tritato prima di servire. 
Amo il coriandolo, amo questa crema.


Ricetta da Soupes du jour di Anne-Catherine Bley, pag. 16

Crème de carottes

Tutto è cominciato la scorsa settimana. Mi son svegliata un giorno pensando che voglio contribuire anche io alla biblioteca culinaria on the net di Menù Turistico, e ne voglio approfittare per imparare a cucinare qualcosa che mi piace, ogni giorno qualcosa di diverso.
Ma...io non ho MAI comprato un libro di cucina. 
Ecco, l'ho detto.
Le ricette le cerco nei blog, e non ho mai visto una copertina che mi colpisse in libreria. Allora, primo step: passo dal Cavoletto a cercare consigli e trovo una recensione che mi ispira. Il libro è Soupes du jour di Anne-Catherine Bley, le foto sono di Akiko Ida, il che è fondamentale, so già che quelle immagini mi terranno incollata al libro.
Infatti il mio libretto me lo porto sempre dietro, in giro per casa o quando vado a fare la spesa (lo so, è un filo irrazionale ma non mi va di separarmene!) e oggi ho cominciato a preparare la prima zuppa, e visto che ho comprato un quintale di carote, crème de carottes sia!
 Ricetta a p. 14



Ecco come si prepara (le dosi sono per 6 persone, io ho dimezzato):
Tritate finemente 3 cipolle e mettete in pentola per pochi min a fuoco dolce con mezzo cucchiaino di semi di coriandolo in polvere (la ricetta non parla d'olio e allora ho "soffritto" con un goccio d'acqua). Unite 1 kg di carote pulite e tagliate a rondelle, un litro e mezzo d'acqua e salate. Fate cuocere per circa mezz'ora, o fino a quando le carote saranno tenere. Fuori dal fuoco unite 10 cl. di panna (io ho usato panna di soia).
Frullate e aggiustate di sale e pepe.
Mi sono ustionata la lingua perchè volevo assaggiare subito -come sempre- ma ne è valsa la pena. La crème è molto più buona di quanto pensassi, ma dalla foto del libro ho l'impressione che debba venire più liquida, per cui stasera ho deciso di rifarla con più acqua.
Per accompagnare la zuppa ho fatto dei bagels, ma come sempre ho sbagliato qualcosa...ho seguito la ricetta di Anice e Cannella ma mi son dimenticata di mettere l'albume, e siccome ho finito la bombola esattamente quando ho messo l'acqua a bollire, l'ho dovuta scaldare nel forno, per cui i miei bagels hanno fatto il bagno in acqua caldissima ma non in ebollizione, solo un tuffo e via, avevo paura di rovinarli ancora...e comunque sono venuti ottimi, quasi perfetti secondo me, ma con la crosticina troppo croccante. Forse non dovevo lasciarli in forno dopo la cottura. Comunque visto che non è stato un esperimento del tutto fallimentare li rifarò a breve :)

giovedì 22 settembre 2011

Gocce di Bloody Mary

Natale 2009: cerco disperatamente il regalo perfetto per il mio (allora) fidanzato. E trovo un kit Texturas di Ferran Adrià che mi sembra l'ideale per un giovane cuoco estroso. E' vero che costa una barca di soldi, ma so che gli piacerà da morire, l'ho visto sfogliare "Un giorno a El Bulli" fino a consumarsi le dita.
Settembre 2011: il kit di Ferran giace desolato nel pensile, l'allora fidanzato nel frattempo è diventato mio marito (ma quanto mi piace dirlo?) e ancora sostiene di non aver avuto tempo di provare a fare nemmeno una misera sfera, chessò di aceto balsamico...ho sbagliato regalo, devo ammetterlo.
Ma poichè noi non si butta via niente ecco le mie Gocce di Bloody Mary, che vedo bene sia come aperitivo, sia come accompagnamento per i contorni, magari accanto a un'insalata o alle verdure grigliate, ma anche su un formaggio dolce e cremoso come la crescenza.



La preparazione: mescolate la metà di una bottiglietta di succo di pomodoro con mezzo cucchiaino di tabasco e mezzo di Worcester, un pizzico di sale e uno di pepe bianco e un cucchiaino di centrifugato di sedano. Unite un cucchiaino di Gluco e frullate con il minipimer per amalgamare bene la polvere al resto.
In un'altro recipiente mettete mezzo lt d'acqua con un cucchiaino ben colmo di Algin, frullate per 2 min e lasciate riposare entrambi i composti per un'ora.
A questo punto prendete un misurino del kit, riempitelo col composto di pomodoro e fatelo cadere nel bagno di Algin. Si formerà subito una biglia. Continuate fino a esaurimento degli ingredienti, poi prendete delicatamente le biglie e trasferitele in una ciotola d'acqua fredda per mezzo min circa.
Posate le Gocce di Bloody Mary nei cucchiaini di ceramica e conditele con una lacrima di Vodka.
La Goccia una volta schiacciata contro il palato rivelerà un interno liquido.



Con questa ricetta partecipo al contest "Get an Aid in the kitchen" di Barbara.


mercoledì 21 settembre 2011

Orchidee bianche.


Grazie Chiarì :)

Everything is illuminated

Da guardare assolutamente, e da ascoltare: la colonna sonora è semplicemente spettacolare, indescrivibile l'impatto emozionale.
E' un film di Liev Schreiber del 2005.

martedì 20 settembre 2011

Raviolini di patate e menta

Vabbè, io sono di parte: per me patate e menta è il connubio più naturale e azzeccato che ci sia.
I raviolini di oggi (studiati per una intera settimana, pensati, sognati, bramati!) avrebbero voluto essere in realtà culurgiones ogliastrini, ma non ce l'hanno fatta. Tutto perchè dopo aver trovato la ricetta e ripassato mentalmente ogni step e dopo aver preparato (non senza aiuto!) una sfoglia meravigliosa, ho messo automaticamente il ripieno nel bimby -maledetto bimby- mentre il piano era di passarlo nello schiacciapatate. Così quelle patate meravigliose e quel preziosissimo formaggio si sono tramutati in una fantastica crema. Ora, i culurgiones hanno bisogno di un ripieno piuttosto sodo e già così non sono una passeggiata da chiudere (avete presente?), ragion per cui un certo marito :P ha preso in mano la situazione scongiurando una crisi di nervi e ha creato dei magnifici raviolini, buonissimi! (MA QUANTO TI AMO?).


Per la pasta: 500 gr semola rimacinata, acqua tiepida q.b., un cucchiaio d'olio d'oliva, un cucchiaino di sale.
Lavorate per 10 minuti e fate riposare "la palla" avvolta in un canovaccio per 20 minuti (se fa molto caldo, inumiditelo un pò). Procedere come al solito a preparare le sfoglie.
Per il ripieno: Lessate 1 kg patate di montagna (eheh, sono una raccomandata!) con la buccia e senza sale. Sbucciatele e passetele ancora calde insieme a 350 gr. casu axedu  (ossia latte di pecora cagliato e fatto a fette, lasciato inacidire per un giorno, conservato in salamoia e alla fine fatto asciugare al sole. So che non suona bene, ma è una delle gioie della vita e crea dipendenza), un pugno di mentuccia essiccata (per carità non quella che si acquista nei vasetti di vetro, non ha nessun profumo) e 8 cucchiai d'olio (perfetto è l'olio dell'aglio confit). Non si aggiunge sale perchè il formaggio in questione è salatissimo. Se il ripieno non è abbastanza sapido, aggiungete formaggio.
Per i culurgiones veri e propri ci vediamo presto ;)

lunedì 19 settembre 2011

Aglio confit

  
Io non riesco a capire chi non ama l'aglio. Il profumo dell'aglio fresco o soffritto mi accende le papille, mi fa venire l'acquolina in bocca, mi fa un pò sognare ;) e non mi importa affatto se non lo digerisco, se mio marito mi odia: lo mangio quasi tutti i giorni e in tutti i modi. Però l'aglio confit non lo avevo mai fatto, nonostante me ne fossi innamorata quando avevo più o meno 6 anni e dei tedeschi vicini di casa ce lo presentarono a cena. Mia madre ricorda tutt'oggi con orrore quel pasto a base di spaghetti al ketchup e aglio confit. Ora, sorvoliamo sul primo, ma a me quell'aglio mi aveva fatta impazzire. Da allora l'ho sempre cercato, e qualche anno fa l'ho pure trovato dal mio fruttivendolo, e sull'onda dell'entusiasmo e della nostalgia ne ho comprato un barattolo enorme che non sono mai riuscita a finire. Sapeva di aceto, era conservato in olio di semi non meglio specificati, ed era pure un pò troppo croccante. Io cercavo spicchietti morbidi che si scioglievano sul pane caldo, dolci, e unti di olio profumato. E quindi me lo sono preparata da me questo famoso aglio confit, ma ora posso dire di esser felice :) . Innanzitutto è molto facile da fare, poi è digeribile (ho avuto l'assoluta certezza ieri, dopo averne mangiato 2 spicchi intorno a mezzanotte), inoltre non dà problemi di baciabilità!
Per prepararlo ho sbucciato delicatamente 5 teste d'aglio e le ho coperte bene di olio d'oliva in una pentola col fondo spesso e abbastanza larga per non sovrapporre gli spicchi. Ho messo questa pentola dentro una padella col fondo spesso (per diffondere meglio il calore, avevo paura di bruciare tutto!) e ho fatto cuocere per circa 50 min a fuoco bassissimo (l'aglio non deve diventare scuro) e infine ho trasferito tutto in vasetti di vetro sterilizzati.

domenica 18 settembre 2011

Crema di zucchine alla menta

Il termometro ha segnato mezzo grado in meno ieri, quindi non potevo più aspettare: ho fatto una vellutata. Per le cremine tiepide di verdure nutro un profondo amore, me le godo fin dalla preparazione, aspirando il profumo delle verdure che soffriggono e dei crostini che diventano dorati.
Quest'anno poi le zucchine sono quelle meravigliose dell'orto sotto casa, quindi cosa voglio di più?



Mettete in pentola 2 zucchine grandi e 2 patate medie entrambe tagliate a dadini, con 3 cucchiai d'olio e fate andare a fiamma bassa, aggiungendo dell'acqua calda di tanto in tanto, per una ventina di minuti, o fino a quando le patate si disferanno. A questo punto aggiustate di sale, unite la purea ottenuta schiacciando una testa d'aglio cotta al forno (avvolta nella carta stagnola) e una presa abbondante di menta secca sbriociolata finemente. Frullate e...bon appétit!

sabato 17 settembre 2011

Vinci un libro al mese

Ieri sera per la centesima volta, mentre aspettavo che mio marito tornasse dal lavoro mi sono guardata Julie e Julia.2 ore di risate e lacrime, voglia di fare uno stufato e di parlare francese, immagino di non essere l'unica deficiente a cui il film fa questo effetto! Probabilmente però sono l'unica che stamane quando ha letto della geniale idea di Menù Turistico si è quasi commossa! Giuro, mi è partita una musica coinvolgente tipo Norah Jones e mi son vista a cucinare con un libro accanto, proiettata nel film! Non ci posso credere ancora, io sarò Julie :D Ora, visto che non riesco proprio a controllare i deliri rosa (credo sia il matrimonio a tirare fuori questa parte romantica di me) inizio a sfogliare qualche libro, voi cliccate sul link e andate a vedere!




venerdì 16 settembre 2011

Pitzinna 'e ovu.

Poco tempo fa mi è riaffiorato un ricordo che credevo di aver perduto: eravamo sotto Pasqua e io potevo avere 6 anni. Mia nonna anzichè consegnarci l'uovo di cioccolato mette in mano a me e ai miei fratelli un vassoio coperto di carta velina bianca. Dentro c'è una coroncina di pane a pasta dura e in mezzo un uovo sodo col guscio dipinto. Ha occhietti e bocca stilizzati, rappresenta una bambina.
Infatti pitzinna 'e ovu significa bambina d'uovo. Lo abbiamo scoperto poco dopo io e mia sorella, felicissime  con questo pane stupendo in mano, quando siamo corse a casa a farlo vedere a mamma. Nel frattempo mio fratello -che aveva circa 2 anni- si guardava sconsolato le mani piene di tuorlo sodo: aveva cercato invano la sorpresa!

mio marito che impasta
Insomma, qualche tempo fa ho trovato non so neppure come il contest di Mamma Papera "lievitami il cuore" e dato che una bella planetaria Kenwood  mi farebbe davvero comodo ho iniziato a pensare di partecipare, ma con poco tempo a disposizione mi tormentavo per cercare una ricetta, (e in realtà mi tormentavo anche perchè il mio pane per un motivo o per l'altro finisce sempre nel secchio dell'umido...) e poi all'improvviso il ricordo di mia nonna mi illumina!
Purtroppo non ho avuto tempo per fare prove con la pasta dura, per cui la mia ricetta non è quella originale, diciamo che mantiene lo spirito ;)
Comunque ho deciso che presto rimedierò, mi piacerebbe regalare pitzinnas 'e ovu per Pasqua!
L'impasto l'ho ottenuto con 500 gr di farina e 6 gr di lievito di birra sciolto 250 gr d'acqua. Lavorato il composto, ho aggiunto 2 cucchiai d'olio e 15 gr di sale. Poi fate lavorare bene la pasta da vostro marito ;)
Noi abbiamo formato due trecce chiuse a corona e poi abbiamo pizzicato la pasta con le forbici. Al centro abbiamo sistemato un uovo crudo. Bisogna lasciare lievitare per 5 ore circa, e poi cuocere a 180° per una ventina di minuti.



Ecco, il risultato è piuttosto diverso da quella cosa che tenevo in mano più di 20 anni fa, ma è stato molto bello ripensare a quel giorno e impastare con mio marito.






Con questa ricetta partecipo al contest di Mamma Papera "lievitami il cuore".



Il mio blog è carbon neutral!

Una splendida iniziativa di Doveconviene.it e Iplantatree.org, che si occupano di piantare una  bella quercia per compensare le emissioni di anidride carbonica prodotte dai nostri blog per 50 anni. Una grande opportunità di fare la nostra piccolissima parte.
Sul sito è spiegato tutto nel dettaglio, per cui senza perdere tempo dateci un'occhiata e aderite!





Le carote del giovedì sfigato

Oltre a quel pane immondo ieri, per fortuna, avevo preparato anche un contorno che poi è diventato la mia cena. Volevo fare le carote del mercoledì pigro di Giulietta, poi ho fatto qualche modifica e alla fine, visti i trascorsi con l'Irish soda bread sono diventate le carote del giovedì sfigato. Per fortuna però sono venute buonissime, il che aiuta a non sentirsi la noncuoca peggiore al mondo!



Le ho preparate così:
In padella ho fatto andare per una ventina di minuti 4 grosse carote tagliare a rondelle spesse con uno spicchio d'aglio, un filo d'olio evo, un cetriolo a pezzi e acqua qb. A fuoco spento ho aggiunto una presa abbondante di cumino, una di sale e una di m'rouzia. Questa è diventata la mia spezia preferita, non so bene neppure se è un mix, ha un profumo favoloso, e completa finalmente il mio couscous, dopo che per anni mi son chiesta che cavolo gli mancava per essere quello che mangi al ristorante marocchino...ma anche nelle polpette di okara è insuperabile!
Insieme al cumino, alla harira, allo zenzero e al pepe, la m'rouzia mi è arrivata dritta dal mercato di Beni Mellal, Marocco, apprezzatissimo regalo di un'amica al suo ritorno in patria. Non so come farò quando sarà finita, non l'ho trovata neppure da Castroni ne da Waitrose!

giovedì 15 settembre 2011

Mini Irish soda bread

Fare il pane, le pizze, i croissants: tutti i lievitati in generale, ecco il mio sogno proibito.
Così mi dico che è ora di sfornare un Irish soda bread, che mi piace da matti. Per cui oggi trovo una ricetta e mi lancio.
Mescolo 120 gr di farina integrale, 80 gr di farina 0, 50 gr di crusca, un cucchiaio di bicarbonato, un cucchiaino di sale, 100 gr di yogurt e 200 ml d'acqua. Tutto in forno a 180 per 15 min.
Ecco il risultato:



Dei mini cakes troppo carini (lo so, non sembra...ma quanto cavolo ci vuole per iniziare a fare foto decenti?) e assolutamente immangiabili. E non solo: hanno pure un odore disgustoso, tanto che ho fatto le foto a tempo di record perchè mi dava fastidio :)
Non riesco a capire cosa sia successo, comunque il pane anche per oggi si conferma un sogno proibito...ieri mi è pure morta la pasta madre! Sigh! Ma ho già in programma di farne un altro domani :D

Salsa di pomodoro veloce

Arieccoci qua, due giorni dopo, ancora stanchi morti. Abbiamo ridotto al minimo formalità, invitati, foto e quant'altro, ma sembriamo ancora due reduci da un terremoto. Per cui poca cucina, molti avanzi (ma mangiati in fretta e così addio post sul menù nuziale!) e una salsa veloce chè è finita sulle pennette di mio marito (finalmente!) e sulle mie bruschette per la cena di ieri.



Servono pochi ingredienti:
olio evo
un grosso spicchio d'aglio
olive
capperi
peperoncino
circa 400 gr di pelati imbottigliati da un'amica

Soffriggete l'aglio tagliato a metà, unite un peperoncino e i pelati e fate andare per 20 min. A fuoco spento aggiungete olive e capperi. Con un pò di prezzemolo è il massimo, ma ieri non avevo voglia di uscire in cortile!

domenica 11 settembre 2011

Il grande giorno!

...Finalmente dopo milioni di prove, dopo centinaia di uova sbattute, dopo sbuffi di farine di ogni tipo, ci siamo...


E' stato uno sforzo immane anche se ne abbiamo fatte solo 33, ci meritiamo un applauso io e mia mamma, lei un pò di più perchè ha fatto i lavori peggiori!
La ricetta è quella della torta paradiso di Tuki già sperimentata la scorsa settimana. La ricetta della glassa è quella di mia madre che la fa ad occhio mescolando albumi e zucchero a velo fino a ottenere la consistenza che le piace. Le tortine le abbiamo modellate col tagliabiscotti. Nient'altro da aggiungere, ho ancora troppe cose da fare.
Ah, Patry, le ho fatte pensando a te! Non vedo l'ora di dartene una!


Fra qualche giorno posterò il menù del matrimonio, stay tuned :D

sabato 10 settembre 2011

Non perdetevi

Balzac e la Piccola Sarta cinese di Dai Sijie, Adelphi. Come ogni buon libro vi cambierà la vita.

venerdì 9 settembre 2011

Repetita iuvant!



Mesdames et Messieurs, il clafoutis di pesche! Dove si è mai visto che mi arrendo? Ieri dopo cena, ho tentennato un pò, ma sapevo di doverlo fare o non avrei chiuso occhio :D
E così vai di clafoutis, un dolce che ho tutta l'intenzione di rifare, mi è piaciuto e non è neppure esageratamente calorico secondo me, e comunque basta usare cocottes più piccole!
La mia ricetta è un collage di 100 altre viste in giro per la rete. Per 4 porzioni servono:

2 grosse pesche
3 tuorli
1 cucchiaio colmo di zucchero
200 ml di latte di soia
2 cucchiaini di farina
2 cucchiai colmi di amaretti ridotti in polvere

Montate i tuorli con lo zucchero e aggiungete la farina, continuando a sbattere perchè non si formino grumi. Scaldate il latte. Tagliate le pesche a fette e distribuirle nelle cocottes e spolverate abbondantemente di amaretti. Versate il latte a filo sulla crema di uova, sempre mescolando e poi rimettete tutto nel pentolino e far addensare un pò a fuoco basso. Unite la crema alle pesche, spolverate ancora di amaretti e mettete in forno a 180 per una ventina di minuti.

       Voilà 

giovedì 8 settembre 2011

Okara

Purtroppo ancora niente foto ritoccata, oggi sono riuscita solo a fare dei puntini neri laddove volevo cancellare delle imperfezioni...
Vabbè, via con l'okara. L'avevo scongelata per fare una torta, ma poi mi son accorta di aver finito il cioccolato, e allora ho deciso di prepararmela per cena. E' piaciuta anche a mia mamma!



250 gr di okara
due carote,
300 gr pomodori pelati,
mezzo peperone rosso
due cetrioli
olio
sale
harissa
capperi

Allora, intanto cuocete l'okara per circa 45 min in padella, a fiamma bassissima senza aggiungere nulla, mescolando ogni tanto.
Nel frattempo mettere in padella le carote e i pomodori pelati tagliati grossolanamente con l'olio, e cuocere una decina di minuti. Aggiungere il peperone a dadini, e cuocere altri 10 min. A questo punto aggiungete i cetrioli tagliati a pezzi grossi e cuocere altri 5 min. A fuoco spento salare e aggiungere qualche cappero e un cucchiaino colmo di harissa e una foglia di basilico. L'okara è buona con qualsiasi tipo di verdura, io ci metto tutte quelle che ho nel frigo, basta condirla con abbondanti spezie.
La cena è pronta!

In the mood for peach.

Allora, il primo passo l'ho fatto: ho scaricato Gimp e ho iniziato a provarlo.
Il risultato è stato insolito: avrei voluto sfumare e illuminare uno sfondo e ho ottenuto la conversione della foto in grigio, in azzurro e per ultima una schermata interamente a scacchi...per cui alla fine l'unico effetto davvero positivo è stato rinforzare la mia autostima, perchè tutte le foto risultavano di gran lunga migliori senza ritocco! E' solo questione di punti di vista :P
Ed eccovi la foto nature  dell'unica preparazione che oggi si è salvata.

Chissà come mi son trovata con 2 kg di pesche nel frigo, non particolarmente buone. In genere anche quando ho tantissima bella frutta, per smaltirla in fretta al massimo mi faccio dei frullati o un sorbetto e li sostituisco a tutti i pasti della giornata! Mi sembra un peccato cuocerla, farci dei dolci...ma se come oggi, questa frutta non è niente di speciale allora non provo rimorsi :)
Ho pensato di farci un clafoutis. Mi suona così chic...e poi un budino leggero per la mia colazione, e un cheese cake per un'amica. Bene, sono pronta. Ho tagliato le pesche, sbattuto le uova, tritato gli amaretti. Cade la connessione internet.
E' un dramma, perchè stavo seguendo le ricette online. Prima di entrare nel panico totale però provo a controllare il modem, mi sembra tutto a posto; ma dato che non ne capisco un tubo chiamo il quasi marito al lavoro (si trattava di un'emergenza) e lui mi spiega che la linea manca in tutta la zona, pure lui è rimasto senza internet. Mi domino, non voglio entrare nel panico. Sento un odore familiare. Guardo il forno; ora sono nel panico. Gli amaretti che stavo tostando sono carbonizzati, e peggio ancora mi è impazzita la crema inglese. Colta da isteria e irrazionale consapevolezza apro il frigo, sapendo di trovare una crema anzichè un budino, dovevo mettere più agar, lo sapeeevo!
Le pesche mi odiano.
Se avete un buon rapporto con il sopracitato frutto, godete del suo rispetto ecc., potete preparare la crema superstite: basta frullare una pesca -dopo averla sedata- con 5 cucchiai di latte di soia e far sobbollire 1 min. con la punta di un cucchiaino di agar e mezzo cucchiaino di miele. Spolverate con abbondante polvere di amaretti.
Buona fortuna.

martedì 6 settembre 2011

Labne, il prezzo dell'oro e le foto penose




Ecco, e bene o male il mistero della foto penosa è risolto...Il cielo sa quanto mi servirebbe un corso di fotografia ma:
1) abito in un paese al centro della Sardegna, secondo voi quanti corsi di fotografia per principianti ci sono?
2) in questo particolare momento finanziario potrei dedicare ai miei hobby sì e no 20 lire.
In effetti avrei potuto scegliere qualcosa di meno bianco a sto punto, ma oramai è fatta. Inoltre dovrei anche imparare a usare photoshop o gimp o qualcosa del genere ma idem come sopra.
In compenso questo labne era meraviglioso, ogni volta che lo faccio penso che dovrei farne di più e più spesso, è talmente semplice e così economico...Se penso a quante volte ho comprato il philadelphia mi prenderei a cazzotti da sola...
Il procedimento è questo: unire 250 gr di yogurt autoprodotto con la punta di un cucchiaino di sale e far sgocciolare. In 6/8 ore si ha un formaggio acidino e cremoso che questa volta ho condito con della menta tritata. E' perfetto come dip sauce leggera per un pinzimonio d'estate e d'inverno mi piace metterne una cucchiaiata nelle vellutate e nelle zuppe.
Ieri avevo un pò di fretta e così ho messo lo yogurt a sgocciolare con un peso sopra, e in meno di 4 ore era pronto. Questo mi ha dato un pò di vantaggio nel preparare la cena visto che ho girato all'impazzata tutto il pomeriggio, pare che il prezzo dell'oro sia in rialzo, e a me servivano degli anelli almeno vagamente economici...delle fedi per la precisione! :D
PERCHE' MARTEDI' PROSSIMO MI SPOSO!

Vi lascio al Labna e vado a gongolare un pò ;)

lunedì 5 settembre 2011

I Crostini di Pepe Carvalho

...Entrò ne "la Estancia Vieja" come uno che va a mangiare il mondo, a mangiarlo e a berlo...Carvalho si lasciò guidare dalle proposte tentatrici di Canè: assaggini di patè, matambre alla griglia, crostini di cervello, di verdure, di tutto un pò...

Assassinio al Comitato Centrale,
ed. Universale Economica Feltrinelli, pagina 221


Amo leggere, amo mangiare e amo gli uomini che cucinano l'uomo che cucina...(mi sposo un cuoco!).
Amo i romanzi gialli e ne ho letti centinaia, e penso che non ci sia niente di più sexy che cucinare letteratura...o no? Ecco perchè la disfida letteraria proposta da Carla  mi è sembrata perfetta per la sottoscritta. Avrei voluto fare cento diverse ricette! Infatti credo che chiuso il contest io continuerò a postare su questo tema, è troppo figo!
Quante volte ho fantasticato su quei famosi arancini di Adelina, era come se fossi in cucina con lei a friggere e poi con Salvuzzo (che è meglio!) in terrazza a mangiarmeli caldi caldi...e la testina d'agnello con trippa e piselli di Pepe Carvalho? Lui tirava la salsa e io sentivo il profumo del soffritto di cipolla...e i granchi alla Bahiana di Dona Flor? E il voluttuoso eggnog di Miss Marple?
E' stato straziante dover scegliere!
Alla fine ero indecisa tra il pane e pomodoro tanto caro a Carvalho, su cui disserta abbondantemente e i crostini di cervella, appena citati alla fine del libro "Assassinio al Comitato Centrale", che Pepe gusta in una cena pantagruelica e folle preparata per lui da Juanito l'argentino, oste della "Estancia Vieja".

E insomma, mi son fatta tentare da questi ultimi, me li sono immaginati calorici, saporiti, profumatissimi e un pò unti, una delizia decadente, in pieno stile Carvalho.
La ricetta che propongo è molto semplice, una particolare attenzione è posta nella scelta degli ingredienti, che sono prodotti di prima scelta, pregiatissimi come li avrebbe voluti il nostro investigatore.
Cominciamo...

Un cervello fresco di agnellino;
pane bianco fatto in casa, raffermo, tagliato a fette alte un dito;
abbondante strutto per friggere, lavorato artigianalmente a partire da maiali allevati all'aperto e felici;
un uovo fresco, di galline scorrazzanti;
un pizzico di sale marino integrale;
latte di capra fresco di giornata;
olio d'oliva locale robusto;
qualche goccia di succo di limone biologico.




Sbattete l' uovo in una terrina.
Mettete il cervello a bagno in acqua e ghiaccio per due min. e pulitelo dal sangue. Scottatelo per circa 5 min. in una pentola d'acqua già in ebollizione. Scolatelo e conditelo con un pizzico abbondante di sale, qualche goccia di limone e un filo d'olio d'oliva saporito.
Scaldate lo strutto in una pentolina alta.
Quando sarà ben caldo preparate i crostini: immergete velocemente le fette di pane nel latte di capra freddo, passatele nelle uova sbattute finchè saranno ben ricoperte e friggetele nella pentola di strutto caldissimo finchè il crostino sarà dorato. Appoggiateli sulla cartapaglia che asciugherà l'eccesso di unto. Mettete un pezzo di cervello sopra ogni crostino.
Consumate il crostino bollente con abbondante vino rosso corposo e un buon libro, sul divano.

Con questa ricetta partecipo alla disfida letteraria "Il delitto è servito" .

domenica 4 settembre 2011

Ultimi giorni d'estate

Ecco il mio gazpacho, la zuppa fredda che mi ha sostenuto per tutta questa torrida estate che spero sia ormai agli sgoccioli. Io lo adoro perchè si prepara in 5 minuti, è estremamente low cost (per me grazie all'orto paterno lo è di più) e contiene un bel pò di vitamine e sali minerali che d'estate sono più che mai utili. Spero però che questo sarà l'ultimo gazpacho dell'anno e che l'autunno mi  sorprenda domani perchè voglio spadellare cavoli e castagne :)

Frullate per 2 min. 12 pomodori da sugo ben maturi con un grosso spicchio d'aglio sbucciato e una fetta di pane raffermo imbevuta di aceto di mele. Aggiungete mezzo cetriolo sbucciato, un quarto di peperone rosso, un cucchiaio d'olio saporito e un cucchiaino di sale (io ho usato sale di Cervia aromatizzato con curcuma e spezie). Frullate mezzo min. Ecco, il gazpacho è pronto. Servitelo freddissimo, all'occorrenza aggiungete del ghiaccio. Io ci spolvero sopra ancora un pizzico di sale di Cervia.
Olè.

Colazione della domenica

Dopo una settimana di colazioni leggere e al volo, la domenica sento di dovermi premiare per...per qualcosa. E ne approfitto per provare tutte quelle ricettine che è una vita che volevo fare e non ho mai avuto il tempo. Questa è stata l'ultima produzione di ieri, giornata folle scandita da impasti e trilli del timer, perchè io e mia madre siamo di quelle che visto che il forno è acceso... E così tra le altre cose abbiamo provato la torta paradiso di Tuki che erano già le 8 di sera, e l'abbiamo fatta raffreddare tutta la notte.
Ecco cosa ne è venuto fuori stamane:


La torta è venuta benissimo,ed è davvero buona, la consistenza è meravigliosa, il profumo intenso e dolcissimo (abbiamo usato un burro centrifugato meraviglioso).
Ma devo dire che è un pò troppo ricca per me, psicologicamente mi blocca sapere che una fetta di questo dolce la smaltirò fra 5 km :) per cui per abbassare il volume dei sensi di colpa l'ho consumata con una bella tazza di the genmaicha, che si sa brucia i grassi ;D
E siccome ho previsto anche una versione a porter per domani, vorrà dire che andrò in ufficio a piedi!


sabato 3 settembre 2011

Gâteau au citron et matcha


...fa molto più figo piuttosto che "torta allo yogurt con limone e the verde"...
Mi nascondo dietro un'elegante titolo, è vero, ma la torta è davvero buona ed è una scemenza da fare, e in più per prepararla non sporco quasi niente!
Prima o poi prometto che posterò una vera Ricetta, ma anche per oggi accontentatevi di una "ricetta".

1 vasetto di yogurt di soia autoprodotto,
2 vasetti di farina 00
1 vasetto di farina manitoba
1/2 vasetto di olio di arachidi
1 cucchiaino di lievito per dolci
la scorza grattuggiata di un limone
2 uova
2 cucchiai di matcha
1/2 vasetto zucchero*

Semplicemente ho messo tutti gli ingredienti nel bimby di mia madre, eccetto la scorza di limone e il matcha.
Ho acceso il forno a 180°.
Mentre facevo andare l'impasto a velocità boh, media direi, ho imburrato e infarinato uno stampo da plum cake. Ho messo metà del composto in una terrina e ci ho aggiunto la scorza di limone, al restante ho aggiunto il matcha e l'ho fatto girare ancora un pochino nel bimby.
Infine ho preso l'impasto a cucchiaiate e alternando i colori l'ho messo nello stampo. Ho abbassato il forno a 150° e fatto cuocere per circa 40 min. Contando anche la cottura il tempo di preparazione totale è di 41 min. Ho sporcato solo il bimby, un piatto e un cucchiaio, ma quello non vale perchè tanto l'ho leccato ;)
Ecco come "smontare" un gâteau au citron et matcha!



*Per me che mangio dolci-poco-dolci.
Ricetta dedicata a Franca, Chicco e Diego  ;D

giovedì 1 settembre 2011

Sarebbe un vero peccato...

...non leggere "Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano " di Eric Emanuel Schmitt.